2019

Sfacciato. Elettrico. Magnetico. Sarebbe difficile trovare un altro atleta come Deion Sanders, che sul campo riusciva a esprimere se stesso, al di là del personaggio noto a tutti. Certo, c'erano altre stelle che praticavano più di uno sport, e c'erano altre figure la cui individualità attirava l'attenzione, ma non c'era nessuno che lo facesse come l'uomo che amava così tanto i riflettori da farsi chiamare “Prime Time”.

Deion's Double Play

Sfacciato. Elettrico. Magnetico. Sarebbe difficile trovare un altro atleta come Deion Sanders, che sul campo riusciva a esprimere se stesso, al di là del personaggio noto a tutti. Certo, c'erano altre stelle che praticavano più di uno sport, e c'erano altre figure la cui individualità attirava l'attenzione, ma non c'era nessuno che lo facesse come l'uomo che amava così tanto i riflettori da farsi chiamare “Prime Time”. E a riassumere in modo spettacolare le sue capacità e la sua fiducia illimitata, fu un momento in particolare: un vortice di 24 ore nell'ottobre del 1992, quando Sanders inserì una partita di calcio professionistico in mezzo a un paio di partite di baseball post campionato, in due città diverse a mille miglia di distanza l'una dall'altra. Ora, nel prossimo film “30 for 30”, “Deion's Double Play”, la NFL Films e il regista Ken Rodgers insieme alla SMAC Entertainment raccontano la storia di un’incredibile impresa di atletismo e logistica. Si parte da Pittsburgh, dove Sanders era con i Braves per la National League Championship Series, si prosegue a Miami, dove il giorno dopo giocò per i Falcons, per poi fare ritorno a Pittsburgh, dove quella sera il campione si unì nuovamente ai Braves. Fu una corsa contro il tempo, e secondo alcuni un’acrobazia. Ma al di là delle polemiche, l’audacia e il brio, c'era soprattutto un atleta incredibile che cercava di conciliare l'amore per due sport contemporaneamente.

Data di uscita:

2019