1992

“Italiani e greci, una faccia, una razza”. Salvatores dirige Bisio ed Abatantuono nel terzo film sul tema della fuga. Nel 1941 otto soldati italiani sbarcano su un’isoletta greca per presidiarla. Lontani dal mondo reale e inadatti all’attività militare, si integrano con la comunità locale giocando perfino una memorabile partita di calcio sulla spiaggia. Ma finita la guerra, si deve tornare a casa.

Mediterraneo

Nel 1941, durante la seconda guerra mondiale, un manipolo di soldati italiani sbarca su un’isoletta greca per far da presidio. Evidentemente inesperti e tagliati fuori dal mondo perché la radio si guasta appena arrivati, si dedicano ad attività del tutto estranee alla guerra guidati dal tenente Montini, insegnante di Ginnasio, appassionato di pittura e unico a parlare il greco. Tra loro c’è il sergente Lorusso che ha combattuto la campagna d’Africa affiancato dal fedele Colasanti, ci sono i due fratelli Munaron delle alpi venete che mettono incinta una pastorella e Strozzabosco, un ex maestro di sci affezionato ad una mula. Farina, invece, si innamora follemente di una prostituta mentre Noventa ha un unico pensiero nella testa: fare ritorno dalla sua famiglia. I soldati si integrano con la popolazione dell’isola composta da vecchi, donne e bambini perché gli uomini sono stati deportati dai nazisti. Il tempo passa tra momenti di svago, memorabili partite di pallone, piccoli guai e fugaci rapporti amorosi, ma quando un aereo di ricognizione italiana atterra sull’isola e li avvisa dell’avvenuto armistizio, i soldati si rendono conto che sono passati tre anni dal loro sbarco. Ora dovranno preparare il rientro in patria ma non tutti sono pronti ad affrontarlo. Terzo film della tetralogia di Salvatores sul tema della fuga, premiato con l’Oscar come miglior film straniero, 3 David di Donatello e un Nastro D’Argento. Tra i protagonisti Diego Abatantuono e Claudio Bisio.

Data di uscita:

1992