Paul Ashworth, docente di lettere e allenatore di calcio, è un tifoso accanito dell'Arsenal. Nella scuola dove insegna, conosce Sarah, una collega seria e riservata, che non condivide la sua passione sportiva.

Fever Pitch

Paul Ashworth è un docente di lettere con l'amore per il calcio, in particolare per l'Arsenal. Una "magnifica ossessione" tale da mettere in difficoltà la sua relazione con la professoressa di storia, Sarah Hughes, soprattutto quando in gioco c’è la partita che decreterà la vittoria del Campionato. Il regista David Evans attinge alle pagine dell'omonimo romanzo autobiografico di Nick Hornby che ha come tema una passione che accomuna migliaia di esseri umani, condizionandone il tempo libero e le scelte di vita. Sì perché il protagonista sembra non avere altro fine se non quello di seguire la stagione calcistica della sua adorata squadra e di vestirne i colori. Rispetto al romanzo, che si svolge lungo un arco temporale piuttosto ampio, dal finire degli anni Sessanta ai primi Novanta, il film sceglie di soffermarsi sul campionato del 1988/1989 e, con qualche flashback, di ricomporre per brevi accenni la biografia del protagonista e del contesto in cui si muove. Poche immagini che restituiscono le impressioni e gli umori della prima partita di calcio a cui il giovane Paul assiste col padre e di quella crescente e febbrile frequentazione degli stadi in un quartiere di periferia di una metropoli di fine anni ‘60, molto lontana dalla vivace Swinging London o dagli echi sessantottini studenteschi. Il film accenna al fenomeno devastante degli hooligans e alla violenza negli stadi e in particolare alla tragedia del 15 aprile 1989 di Hillsborough, dove molti tifosi del Liverpool persero la vita; ma resta un accenno, appunto, nel fuori campo. Il regista riesce a restituire quel sapore di trepidazione per l'attesa di una vittoria, quel piacere per la sfida, tratteggiando un personaggio verso cui non si può che provare un sentimento di ilarità benevola.

Data di uscita:

1997